IN BASSO NELLA PAGINA LE RECENSIONI DI ALCUNI NOSTRI CLIENTI

Kit chirurgico e frese

Il KIT chirurgico

 Le frese chirurgiche

 

Alfa GAte Drill Sodim

 

 

0. Fresa pilota (non presente nell’immagine)

1. Geometria Dual-Step (Doppio Stadio)

Le frese presentano un design a due fasi: una punta più stretta che assicura un ingresso stabile e preciso nell’osso senza scivolamenti (no-slip entry), seguita da una sezione più larga che guida la fresa mantenendola perfettamente in asse lungo la traiettoria pianificata. 

2. Tecnologia di Raffreddamento Avanzata (Proven Cool™)

Il surriscaldamento osseo è una delle principali cause di mancata osteointegrazione. Alfa Gate ha risolto questo problema integrando:
  • Design a tripla scanalatura (Triple-Flute): Ottimizza l’evacuazione dei trucioli ossei e aumenta il flusso del liquido di irrigazione direttamente nel sito chirurgico. 
  • Facce piatte (Flat-sided drills): Alcune linee di frese (specialmente per la chirurgia guidata) possiedono lati piatti che incanalano un flusso costante di irrigazione lungo il corpo della fresa. 
  • Evidenza scientifica: Uno studio clinico del 2024 ha dimostrato che con il protocollo di pre-fresaggio e irrigazione Alfa Gate, l’aumento della temperatura intraossea si limita ad appena 3°C, mantenendo il tessuto osseo totalmente al sicuro dalla necrosi termica.

 

3. Controllo della Profondità con Stop Integrati

Nei kit chirurgici principali (come il Premium Surgical Kit), Alfa Gate include fino a 25 frese dotate di stop fisici incorporati (Built-in Stopper Drills) tarati per lunghezze specifiche (es. da 6 a 13 mm).
Questo sistema garantisce:
  • Un blocco meccanico sicuro che impedisce di fresare oltre la misura stabilita.
  • Maggiore serenità d’azione vicino a strutture delicate come il nervo alveolare o il seno mascellare

Protocolli d’utilizzo

 

Alfa Gate Pro-Drill™ prevede una velocità di lavoro raccomandata compresa tra 800 e 1200 giri al minuto (RPM) per la preparazione dell’osteotomia. 

Quando si opera su un osso denso (Tipo D1 o D2), la sequenza richiede il passaggio progressivo attraverso tutte le frese del kit fino a raggiungere un diametro pari (o molto prossimo) a quello del corpo centrale dell’impianto, riducendo lo stress meccanico sulla corticale.

Di seguito viene riportato l’esempio della sequenza esatta per l’inserimento di un impianto standard (es. diametro Ø 4.2 mm, lunghezza 11.5 mm) in osso duro: clicca qui.

Parametri di Lavoro Generali

  • Velocità frese chirurgiche: 800 – 1200 RPM (con irrigazione esterna abbondante e continua).
  • Velocità inserimento impianto: 15 – 25 RPM (sia manuale con cricchetto che motorizzato).
  • Tecnica d’uso: Movimento intermittente di “pompaggio” (in-and-out) per permettere alla tripla scanalatura delle frese (Proven Cool™) di evacuare i trucioli ossei e far penetrare la soluzione fisiologica, evitando il surriscaldamento.

Sequenza di Fresaggio Passo-Dopo-Passo (Osso Denso)

  1. Fresa Lancia / Fresa Iniziale (Ø 1.9 mm – 2.0 mm): Si utilizza a 1200 RPM per marcare il punto esatto di ingresso e rompere la corticale esterna in modo stabile e senza scivolamenti.
  2. Fresa Pilota (Ø 2.0 mm): Portata alla profondità di lavoro stabilita (es. 11.5 mm). In questa fase si utilizzano i pin di parallelismo per controllare l’asse tridimensionale.
  3. Prima Fresa Allargatrice (Ø 2.5 mm – 2.8 mm): Si scende a circa 1000 RPM. Allarga il primo diametro mantenendo la direzione impostata dalla fresa pilota.
  4. Seconda Fresa Allargatrice (Ø 3.2 mm – 3.25 mm): Continua l’espansione progressiva del sito riducendo l’attrito.
  5. Fresa Finale per Osso Denso (Ø 3.65 mm): Lavora a 800 RPM.Nel protocollo Alfa Gate, per un impianto da Ø 4.2 mm inserito in osso denso, la preparazione finale richiede di arrivare alla fresa da Ø 3.65 mm per fare in modo che il nucleo interno dell’impianto entri senza tensioni eccessive, lasciando alle sole spire il compito di fare presa nell’osso duro.
  6. (Opzionale)

    Fresa Svasatrice / Cortical Drill: Utilizzata a bassi giri (500 RPM) solo sulla cresta ossea per allargare l’imbocco corticale più superficiale ed evitare una compressione eccessiva al colletto dell’impianto (riducendo il rischio di riassorbimento osseo crestale).